Il Consiglio Federale Svizzero estende l’obbligo del certificato verde

🆘 Dal 9 settembre l’Ordinanza Covid ha imposto nuove regole e divieti a livello nazionale. Di seguito diamo una breve panoramica sottolineando che i diversi Cantoni possono prevedere provvedimenti più severi.

  • Raccomandazione del telelavoro: il telelavoro è raccomandato in tutti i settori in cui è possibile senza un onere sproporzionato.
  • Certificato COVID: i datori di lavoro possono verificare se i loro dipendenti sono in possesso di un certificato soltanto se necessario per l’attuazione di misure di protezione adeguate o di strategie di test. Le informazioni sullo stato di immunità o sul risultato del test non possono essere utilizzate per alcun altro scopo. L’impiego del certificato e le misure che permette di adottare vanno discussi con i dipendenti e documentati per scritto. Per ragioni di protezione dei dati, i datori di lavoro devono utilizzare, nel limite del possibile, il «certificato light», che contiene meno dati.
  • Obbligo della mascherina nei locali chiusi: anche per i lavoratori vige l’obbligo generalizzato della mascherina nelle aree interne accessibili al pubblico. Negli altri casi, sul posto di lavoro è stato revocato l’obbligo generalizzato della mascherina. Il datore di lavoro continua tuttavia a essere tenuto a proteggere i lavoratori e a decidere in quali luoghi e situazioni sia necessario indossare la mascherina sul posto di lavoro

Questo significa che il lavoratore ha l’obbligo di comunicarlo se questo è richiesto.
Il datore di lavoro, se rende obbligatorio il certificato Covid, deve dimostrare che questo sia necessario. Questo si applica in primo luogo nei posti di lavoro dove si è in contatto con persone a rischio e dove non è possibile evitare il rischio di contagio adottando delle misure alternative, legate al distanziamento sociale, mascherine e quant’altro.
Il datore di lavoro come detto ha il diritto di chiedere se il lavoratore sia in possesso del certificato Covid e da questo gli è ovviamente possibile sapere se questi è vaccinato, guarito o se ha effettuato un tampone. Quello che l’ordinanza prevede specificamente è che il datore di lavoro non può discriminare sulla base del motivo che ha portato al certificato, quindi non può discriminare tra chi è vaccinato e chi per esempio ha effettuato un tampone.
Laddove il datore di lavoro imponga l’obbligo del certificato Covid, se questo è giustificato, il lavoratore ha l’onere in ossequio ai doveri di fedeltà e diligenza del Codice civile, di portare un certificato Covid valido al datore di lavoro.
Se il dipendente ritenesse che questo obbligo non sia giustificato, per esempio perché non richiede situazioni particolarmente a rischio, ha il diritto di opporsi a esibirlo. Qualora questo rifiuto fosse però indebito rischia una serie di richiami e rischia anche di andare incontro a un licenziamento. Se il licenziamento dovesse essere ingiustificato questo è però contestabile in sede giudiziaria.

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